Lezione 2 – Apollo e la poeonia

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  • #1465
    Luisa Pedrelli
    Partecipante

    Mi chiedevo perchè Apollo avesse scelto di usare la peonia come erba curativa.E’ un’erba così importante? C’è qualcuno che potrebbe dirmi qualcosa di più al riguardo?

    #1470
    Edoardo Di Leginio
    Amministratore del forum

    Cara Luisa
    il web è pieno di informazioni sulla peonia. Le informazioni, anche sulla mitologia, si trovano nei siti di giardinaggio. Spesso si tratta di ‘travasi’ dai testi classici di fitoterapia e farmacognosia universitari.

    Qui sotto ti riporto un testo preso dal sito: http://www.giardinaggio.net che risponde in parte alle tue domande.

    “La nascita della peonia fu al centro di numerose e diverse versioni nella mitologia greca. Paeon (Paean, Paieon, Paeeon, Paion o Paian), allievo di Asclepio (Esculapio per i Romani), il dio greco della medicina, venne trasformato in fiore di peonia da Zeus – dio del cielo e del tuono, governatore del monte Olimpo, mediatore pietoso nelle rivalità tra dèi – per salvarlo dall’ira funesta del maestro, invidioso del suo grande talento. In un’altra variante Paeon, figlio di Asclepio, venne tramutato in peonia da Ade, dopo averla guarita, per salvarlo dalla gelosia del padre, annientato dalle sue capacità.

    In un’ulteriore versione, Paeon diventò una peonia – fiore già esistente ai piedi del monte Olimpo – dopo averne dato il succo da bere a Leto (Latona per i Romani) per aiutarla a far nascere senza problemi i due gemelli Apollo ed Artemide nonostante il parto difficile. In un altro mito, invece, Paeon, medico degli dèi, ottenne la peonia da Leto, madre di Apollo – dio della medicina, della verità e dell’arte – sul Monte Olimpo.

    I Greci credevano che Apollo spesso si travestisse da Paeon e cantasse canzoni di lode (dette Peana) a se stesso. Con il tempo Paeon divenne un epiteto di Apollo per la sua qualità di guarire e, pertanto, propiziato come dio della guarigione.

    In un mito diverso, Apollo non gradì che sua sorella, Diana, la dea della luna, nota cacciatrice di rinomata abilità con l’arco e la freccia, si fosse innamorata di Orione, figlio di Nettuno, dio del mare. Un giorno, Apollo sfidò Diana a cercare di colpire Orione che, all’orizzonte, stava camminando su acque profonde con il permesso speciale del padre. Ma quando il suo corpo arrivò a riva, Diana capì di avere ucciso l’amato con un solo tiro e, dove caddero le sue lacrime di dolore, nacquero delle belle peonie, così pose Orione tra le stelle in ricordo del suo amore.

    Una leggenda racconta invece che le ninfe maliziose si nascondevano nei petali delle peonie, che così sono diventate il simbolo del senso di vergogna o di timidezza, secondo il linguaggio dei fiori. Fin dall’antichità, la radice della peonia fu invece riconosciuta dalla medicina tradizionale cinese per alleviare i sintomi di alcune malattie (asma, crampi mestruali, convulsioni), seguita da quella giapponese. I Romani, in seguito ai loro miti, curavano con la peonia più di 20 malattie. Spesso era detta ‘erba beata’ per i poteri magici e miracolosi che le erano attribuiti contro demoni, streghe, tempeste, malocchio per proteggere il raccolto, i pastori e le loro greggi.”

    #1471
    Edoardo Di Leginio
    Amministratore del forum

    Ci è capitato spesso di parlare di cultura greca e medicina ayurvedica e del problema se i Greci abbiano ‘copiato’ dall’India o se l’India abbia copiato dai Greci.  E’ molto probabile che la prima ipotesi sia la più vera come mi hanno detto amici insegnanti dell’Orientale a Napoli che studiano queste cose da un punto di vista filologico, ermeneutico e semeiologico.
    Resta comunque il ‘mistero’ di come i Greci che noi riteniamo i fondatori della nostra cultura scientifica occidentale indugiassero poi così a lungo nell’irrazionale.
    A questo proposito vi consiglio una serie di letture interessanti sul tentativo di capire il ‘mistero’ di questa contraddizione apparente dello spirito e della cultura greci.

    1) “La lingua Geniale”

    Il greco una lingua genialePer chi non ha fatto il classico voglio consigliare questo libro, molto simpatico, molto agile, che rende dallo scritto della sua affascinante autrice Andrea Marcolongo, l’essenza di quello che poi resta in chi ha sgobbato per 5 anni sulle versioni greche al liceo. Senza faticare tanto si può conoscere e ritenere il necessario di questa cultura. Anche questo scritto parla di una cultura greca misteriosa e non del tutto decifrata.

     

     

     

     

     

    2) “I Greci e l’irrazionale”
    Un famoso libro ‘storico’ sul problema dell’irrazionale dei greci è quello di Dodds.

    “In questo volume spartiacque per gli studi sulla classicità, composto nel 1949, Eric R. Dodds invita a ripercorrere l’evoluzione del pensiero ellenico in una chiave diversa da quella consolidata: un percorso in cui irrazionalità e ragione, lungi dal cedere l’una all’altra, non smettono di intersecarsi e coesistere. Dai tempi di Omero fino al II secolo a.C., Dodds mette in luce le credenze sul soprannaturale, l’importanza attribuita al sogno e all’influenza degli astri, i fenomeni psichici vicini alla trance e all’allucinazione, come l’ossessione dionisiaca e il furore profetico, la divinazione, l’orfismo e le pratiche magiche, delineando così aspetti e manifestazioni dell’irrazionalismo greco.”

     

     

     

     

     

     

    3) “Le porte del mito” di Maria Grazia Ciani – Marsilio Editore
    Questo è un libro molto recente pubblicato in questi giorni e recensito nella trasmissione di Radio 3 “Fahareneit” del 23 Maggio 2020.
    L’autrice professoressa di Greco dell’Università di Padova esprime tutti i suoi dubbi sulla comprensione della lingua greca e dei classici greci dopo aver tradotto oltre che l’Iliade e l’Odissea e altri numerosi capolavori di quella tradizione. Esprime molto chiaramente che non basta la comprensione letteraria per capire le finalità e la direzione dove portano le ‘porte’ del mito. Forse è tutto troppo intelligente ed originale perché noi ancora oggi, potessimo capirlo.
    «Succede spesso di aprire un saggio o un romanzo moderno e trovare una frase, una citazione, un verso che ci par di conoscere. Ma certo: è Omero, è Platone, è Eschilo… E allora mi fermo a pensare. Perché non ho mai colto quei frammenti sparsi come pietre preziose in testi greci dei generi più vari: distillati di una sapienza allo stato puro, trasparente e diretta?»

    Leggete qui la recensione completa del libro.

    Qui il link alla pagina del programma su Rai Radio 3 ma purtroppo hanno rimosso l’audio dell’intervista della Lipperini di pochi giorni fa che era molto interessante. Lo reinseriranno nei prossimi giorni o il podcast è definitivamente perso?

     

    #1592
    Giulia Guerrieri
    Partecipante

    Belli, li voglio leggere . Non a caso le popolazioni preistoriche che ci hanno fondato sono indoeuropee; l’assorbimento della cultura indiana da parte della più giovane Grecia probabilmente sta nelle cose.

    Inizierò a leggere i primi due, perchè la lingua rappresenta una descrizione indelebile nel tempo della cultura, delle idee, del modo di vivere di un popolo; studiare il greco in modo solo didattico non basta, non senti il profumo della civiltà di quel tempo.

    Grazie dei suggerimenti.

    Giulia Guerrieri

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