Lezione 2 – Empedocle e le sue KATHARMOI – PURIFICAZIONI

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    AvatarEdoardo Di Leginio
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    Come promesso durante il webinar dedicato alla ‘Lezione 2’ promisi che avrei messo il testo originale delle ‘Purificazioni’ di Empedocle.
    Καθαρμοι (si legge catharmoi il th corrisponde al teta che è come la ‘the’ l’articolo inglese a differenza del tau ‘τ’ che è come la nostra ‘t’). Καθαρμoι  letteralmente significa ‘puro’.
    Quella che riporto in basso è  la foto della pagina con cui iniziano le citazioni dei frammenti perché il testo  ci è giunto solo in frammenti.
    La prima frase è quella con con cui ancora oggi amano presentarsi gli abitanti di Agrigento (Akagras).
    Il motivo per cui citai questa cosa è il modo con cui presenta vestito Empedocle: molto originale e un po’ creativo.
    Se guardate le note in basso alla pagina di sinistra potete scorgere delle citazioni bibliografiche tra cui alcune riguardanti le ‘divinazioni’ che praticava Empedocle tra cui quella i risuscitare i morti. La resurrezione dei morti fu la pratica di Esculapio che portò Zeus a fulminarlo… Anche se sono a livello simbolico c’è da che riflettere.

    PURIFICAZIONI

    “O amici, che la città grande che scende fin giù al biondo Akragas, abitate lassù sull’alto centro, in opere buone occupati,
    venerandi ancoraggi di stranieri, di cattiveria inesperti,salve! Ed io tra di voi, dio imperituro, non più mortale,
    m’aggiro tra tutti onorato, siccome è giusto, cinto tutto di nastri e di ghirlande fiorenti.
    E da quanti io giunga in loro floride città, uomini e donne, (da tutti) son riverito: essi mi seguono a mille a mille,
    ricercando dov’è la via ch’al vantaggio porta, bisognosi gli uni dei ritrovati dell’arte mia divinatoria, gli altri
    per morbi d’ogni sorta richiedono di udire voce di guarigione, già da lungo trafitti come sono (da dolori) aspri.

    Ma perché devo insistere su questo, quasi gran cosa facessi, …”

     

     

     

    Ecco un’altra traduzione del testo meno alla lettera presa da un sito web su Agrigento.

    “O amici, che la grande città lungo il biondo Akragas abitate nell’alto della polis, occupati in opere buone, venerabili porti di stranieri, inesperti di cattiveria, salve! Io tra voi come un dio imperituro, non più mortale, cammino onorato da tutti, come pare, cinto di nastri e di corone fiorite”

    Frammenti

    Empedocle di Akràgas

    Dici Agrigento e pensi subito alla suggestiva Valle dei Templi, dove è ubicato uno tra i maggiori complessi archeologici del Mediterraneo, immerso in un paesaggio agricolo di rara bellezza prevalentemente costituito da ulivi centenari e mandorli.

    Il territorio fu abitato fin dalla preistoria, ma è solo intorno al 582 a.C. che nasce la colonia di Akràgas ad opera di un gruppo di Geloi (a cui si erano uniti coloni provenienti dalla metropolis Rodi), guidati dagli ecisti Aristinoo e Pistilo.

    Inizia così la storia di una delle più importanti colonie greche della Sicilia che si appresta a compiere oltre 25 secoli d’età.

    Dalla fondazione della polis greca, all’epoca romana e bizantina, dalla Kerkent araba alla Gergent normanna, dal periodo medievale alla città spagnola e borbonica, dal risorgimento ai giorni nostri la città dei Templi ha attraversato alterne vicende.

    Divenuta una delle poleis più estese del mondo Mediterraneo, la Valle dei Templi mostra oggi un maestoso e glorioso passato grazie ai resti dei templi dorici che un tempo cingevano e dominavano l’antica città; molte antiche vestigia restano ancora intatte sotto i mandorli e ulivi secolari. Gli scavi archeologici susseguitisi nel corso degli anni gettano nuova luce sulla vita della città, non solo di età greca, ma anche di età tardo-ellenistica e romana e sulle pratiche di sepoltura dei suoi primi abitanti della primissima era cristiana.

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1 commento su “Lezione 2 – Empedocle e le sue KATHARMOI – PURIFICAZIONI”

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