Suoni e Malattia di Alzheimer

Quello che qui vogliamo ricordare è che molte delle cause della Malattia di Alzheimer descritte  nel podcast sono state indicate da millenni nella Medicina Ayurvedica.
Una, tra le altre, impressiona particolarmente: La sordità.
Dall’intervista emerge un’altra interessante conferma: il sistema nervoso si sviluppa e si mantiene, si ripara e si espande ascoltando suoni. Tutta la letteratura vedica è basata sui suoni, il Gandhrava Veda in particolare indica quando ascoltare e quali suoni ascoltare.
Esistono ormai numerose conferme scientifiche che il suono aumenta le connessioni dendritiche dei neuroni. Le cellule del sistema nervoso comunicano tra di loro attraverso le centinaia e centinaia di miliardi connessioni che le legano le une alle altre e la produzione di nuove connessioni sono favorite dall’ascolto dei suoni.
La scienza vedica sa come usare i suoni per favorire lo sviluppo del sistema nervoso che così aumenta anche come contenitore, mentre noi in occidente ci preoccupiamo di stiparci dentro a tutti costi solo contenuto. La limitazione più grande all’espansione della conoscenza e della consapevolezza è lo stress che è anche una delle più importanti cause della malattia di Alzheimer.
In un corso dedicato a ‘Conoscere attraverso i sensi’ vediamo attraverso la conoscenza teorica e sonora e anche attraverso la pratica del ‘Nadi Vigyan’ (diagnosi del polso) come questa abilità possa essere sviluppata  praticamente.
Il corso lo trovate qui.

 

Potete ascoltare il podcast che ha dato spunto a questa nota a questo indirizzo:
https://www.raiplayradio.it/audio/2020/08/Contrastare-la-demenza-ae24f3ff-415c-470a-a35b-344820eb3afa.html

Secondo alcune ricerche quasi la metà dei casi di demenza si potrebbero prevenire o ritardare agendo su stili di vita e ambiente.

Ancora poco sappiamo sulle cause scatenanti la malattia di Alzheimer. Sono stati individuati alcuni fattori genetici e alterazioni delle strutture cerebrali, ma sono stati ipotizzati anche fattori di rischio legati ai nostri stili di vita e all’ambiente in cui viviamo. Secondo alcune ricerche quasi la metà dei casi di demenza si potrebbero prevenire o ritardare agendo proprio su questi fattori “esterni” al nostro corpo. Quali sono, dunque, le buone pratiche da adottare? Come valutare la loro efficacia? Lo chiediamo a Giovanni Frisoni, docente di Neuroscienze cliniche all’università di Ginevra, direttore della locale Clinica della memoria e del Centro nazionale Alzheimer a Brescia.

Nella foto dello Slides un grande giovane musicista Gandharva, l’indiano Sugato Badhuri (a destra nella foto) di cui ci pregiamo essere amici.
Per conosce un po’ della sua musica andate qui: https://maharishigandharva.wordpress.com/tag/sugato-bhaduri/